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	<title>Blog &#8211; Castello dei Naselli d&#039;Aragona</title>
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	<description>Dimora Storica - Centro Storico Comiso</description>
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	<title>Blog &#8211; Castello dei Naselli d&#039;Aragona</title>
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		<title>Comisando Musica da film e scketch di teatro dialettale</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2024 08:08:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[COMISO – Ultima serata Il 12 luglio di Comisando. Questa volta le luci di Comisando si accendono nel Giardino del Castello tra alberi secolari e altissime palme con lo scoppiettante gruppo musicale TRIO CASAMIA con Sergio Battaglia (Sax) Vincent Migliorisi (banjo) Jascha Parisi (violoncello) che ripercorreranno una serie mirabolante di capolavori del cinema e della televisione interpretandoli in chiave swing.]]></description>
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<p>Ultima serata Il 12 luglio di Comisando. Questa volta le luci di Comisando si accendono nel Giardino del Castello tra alberi secolari e altissime palme con lo scoppiettante gruppo musicale TRIO CASAMIA con Sergio Battaglia (Sax) Vincent Migliorisi (banjo) Jascha Parisi (violoncello) che ripercorreranno una serie mirabolante di capolavori del cinema e della televisione interpretandoli in chiave swing.</p>



<p>La serata si apre con un breve aperitivo teatrale a cura degli attori Alessandro Campo, Lella Lombardo e Pinuccia Vivera che interpreteranno simpaticamente alcune scene della Cavalleria Rusticana del cantastorie Turiddu Bella.</p>



<p>Successivamente inizia il concerto del Trio Casamia: ci sono le colonne sonore del cinema di Fellini, Alberto Sordi, ci sono Bud Spencer &amp; Terence Hill che menano Franco e Ciccio in un saloon del vecchio west di Sergio Leone. Ci sono i capolavori scritti dal trio Bixio-Frizzi- Tempera, dal maestro PregaDio, Riz Ortolani, Ennio Morricone per non parlare di Augusto Martelli che in qualche modo rappresenta il Leitmotiv del Trio CasaMia. Ci sono i blocchi monografici, veri e propri omaggi ai grandi protagonisti dei B-movie degli anni ’70-80 come Lino Banfi (quando si faceva chiamare Pasquale Zagarìa) Renato Pozzetto e del compianto Paolo Villaggio. Ci sono i cartoni animati ( ma non quelli che immaginate), il molleggiato, Mike Bongiorno e Jimmy il fenomeno, c’è classe, c’è feeling, c’è insomma tutta la nostalgia per i capolavori della musica che ha accompagnato i nostri film preferiti restituendone intatte le emozioni e anche il divertimento nel contorno scenografico da sogno del giardino del Castello Aragonese di Comiso.</p>



<p>Comisando è una manifestazione ideata da Sandro Migliore e Giovanni Lazzaro e realizzata dalle Associazioni culturali La Città Felice e Tellurica con il patrocinio del Comune di Comiso ed è stata prodotta in partnership con i locali pubblici del centro storico di Comiso e con il supporto di 8 aziende del territorio che hanno reso possibile l’iniziativa: Energiainrete spa, che produce energia elettrica da fonti rinnovabili; La nuova società di mediazione creditizia Multiprestito del gruppo Multifidi; Bapr, Banca Agricola Popolare di Ragusa Sofi srl, produzione e commercializzazione di prodotti per l’industria lapidea Baglieri srl, azienda di autotrasporti nazionali ed internazionali; Nissan Giannì Motors, concessionaria Nissan per la Provincia di Ragusa; Gurrieri &amp;Partners studio di consulenza fiscale e del lavoro; Citrosol aziende associate di Biagio Caggia, realtà produttiva che opera nel comparto agroalimentare siciliano.</p>



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		<title>Viaggio-storico nella Comiso del passato…</title>
		<link>https://www.castelloaragonesecomiso.it/viaggio-storico-nella-comiso-del-passato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Dec 2019 15:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[La signoria dei Naselli,da Periconio ad Antonio Burgio Brancaccio Naselli tra cultura, tradizione e religiosità. “HISTORIA MAGISTRA VITAE” recita un detto latino ed è proprio così. Solo una conoscenza del passato può aiutare a capire il senso di ciò che ci circonda. La maggior parte&#8230;]]></description>
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<p>La signoria dei Naselli,da Periconio ad Antonio Burgio Brancaccio Naselli tra cultura, tradizione e religiosità.</p>



<p>“HISTORIA MAGISTRA VITAE” recita un detto latino ed è proprio così. Solo una conoscenza del passato può aiutare a capire il senso di ciò che ci circonda.</p>



<p>La maggior parte di ciò che vediamo oggi è riconducibile a qualcosa che è accaduto dieci, cento o mille anni fa. Studiare la storia e il passato della nostra terra, dei nostri luoghi ci aiuta a capire chi siamo, e capire il contesto nel quale ci si è formati vuol dire capire anche se stessi.Ebbene, questo contesto è frutto di un percorso storico, di avvenimenti che si sono susseguiti e di conseguenze che si sono intrecciate tra di loro.</p>



<p>La storia, quindi, diventa maestra di vita! La nostra Comiso è ricca di storia, ma purtroppo si sconosce. Bisogna allora cogliere le opportunità per intraprendere un viaggio storico alla scoperta del passato e, in particolare, alla scoperta della signoria dei Naselli nella nostra città.</p>



<p>Secondo gli storiografi, la famiglia Naselli, soprannominati Nasitto, ha origini reali,discendenti dai sovrani longobardi e, precisamente, da Palatino, figlio di Liutprando, re dei longobardi, nato intorno al 738. Un ramo di questa famiglia passò in Sicilia nel sec. XIII e si stabilì a Piazza Armerina e successivamente, intorno alla fine del 1200,anche nella nostra amata Comiso. Per la storia della nostra città, i più importanti fra i Naselli furono Baldassarre III (il conte buono,interessato ai poveri e che lotta contro le mafie locali) e Baldassarre V ( a cui si deve la nascita della cartiera). Ma partiamo dal principio e ripercorriamo la ricca genealogia dei Naselli.</p>



<p>Capostipite del ramo siciliano fu Periconio Naselli che si trasferì in Sicilia nel 1298.</p>



<p>Da Periconio I discende Riccardo e da Riccardo viene Periconio II Naselli, che nel 1453 comprò per la somma di 1320 onze la terra di Comiso da Giovanni Bernardo Cabrera, conte di Modica. Periconio II nel 1455, per concessione del re Alfonso il Magnanimo, ebbe il titolo di barone di Comiso ed è in questo periodo che la città si arricchisce e vive un periodo di splendore: il castello viene restaurato e ampliato, arrivano a Comiso i frati minori conventuali nella chiesa di S. Antonio (in seguito chiesa di S. Francesco) e, contemporaneamente, fu aperto il convento adiacente alla chiesa.</p>



<p>Dopo la morte di Periconio II nel 1479, ebbe l’investitura della baronia di Comiso il nipote, Pietro Naselli, detto Periconetto, che fondò la cappella dell’Immacolata. Sotto Periconetto fu costruita la Chiesa Madre, dedicata a Santa Maria delle Stelle; nel quartiere del castello fu condotto un canale dell’acqua della fontana, vicino al quale fu costruito un abbeveratoio, la cui acqua serviva per irrigare campi e giardini del conte; dispose,inoltre, nel suo testamento che nella chiesa di S. Antonio fosse costruita una cappella nei pressi dell’altare maggiore e che fosse sistemato lì il sarcofago del barone Pietro Naselli.</p>



<p><a href="https://lascuolafanotizia.it/2019/12/04/viaggio-storico-nella-comiso-del-passato/">CONTINUA A LEGGERE L&#8217;ARTICOLO</a></p>



<p>Articolo a cura di IIS G. Carducci di Comiso (RG)</p>
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		<title>Andrea Tidona. Emozioni forti con lo spettacolo ‘La Cena’ a Comiso</title>
		<link>https://www.castelloaragonesecomiso.it/how-to-become-an-art-collector/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jun 2019 11:42:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Metti una serata speciale di inizio estate, metti un invito a cena, direi unico nel suo genere, metti i commensali: Chiara Condrò e Stefano Skalkotos e il maggiordomo Cristiano Marzio Penna, di una bravura imbarazzante e poi tutti gli altri, gli spettatori, che non hai&#8230;]]></description>
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<p>Metti una serata speciale di inizio estate, metti un invito a cena, direi unico nel suo genere, metti i commensali: Chiara Condrò e Stefano Skalkotos e il maggiordomo Cristiano Marzio Penna, di una bravura imbarazzante e poi tutti gli altri, gli spettatori, che non hai mai visto prima …</p>



<p>Metti una location d’effetto come potrebbe essere il castello aragonese di Comiso, metti un padrone di casa d’eccezione, Andrea Tidona, padre dalla forte personalità , metti una regia, quella di Walter Manfrè che non ama le cose scontate. Metti che “La cena” di Giuseppe Manfridi, sia la rappresentazione più coinvolgente e ricca di pathos a cui abbia mai assistito, ed eccoti serviti gli ingredienti per un spettacolo di successo. “Il Teatro della Vergogna” arriva a Comiso grazie alla collaborazione tra Liber@rte e il regista.</p>



<p>Per scelta personale, non dirò nulla dell’originalità della regia, perché rischio di rovinarvi la sorpresa,qualora decideste di non perdervi quest’opportunità unica, dirò solamente che la partecipazione allo spettacolo non è mai passiva, ci si sente protagonisti del racconto perché lo si vive insieme agli attori in scena e per questo bisogna rendere merito a Manfrè e alla sua voglia di sperimentazione.</p>



<p>Le emozioni sono tante. Il cuore che batte all’impazzata prima di entrare, è il mio. Il silenzio è religioso, ho paura che anche il semplice atto di respirare possa disturbare gli attori nella loro concentrazione e poi, stupore: Andrea Tidona è lì.</p>



<p>Si comincia! Ed è un crescendo. L’interpretazione è emozionante, vibrante, a tratti drammatica.</p>



<p>Il suo personaggio ha una forte personalità, un’intelligenza acuta che utilizza da burattinaio per muovere i fili di tutti gli altri personaggi che sembrano subirne il carisma ambiguo.</p>



<p>Nella ricerca introspettiva dei caratteri del suo ruolo, Andrea Tidona è riuscito a portare in scena il meglio ed il peggio di un uomo e di un padre, senza mai per questo risultare del tutto “antipatico”.</p>



<p>Prevale, piuttosto l’ammirazione per una vivacità di pensiero sadica ma non da condannare in toto.</p>



<p>C’è poco da fare: “Il teatro è un’altra storia”, lo dice lui stesso e mentre lo fa, gli si illumina il viso e allora capisci che è la Passione per questo mestiere che lo anima e lo rende il grande interprete che noi tutti conosciamo.</p>



<p><a href="https://www.globusmagazine.it/andrea-tidona-emozioni-forti-lo-spettacolo-la-cena-comiso/" data-type="link" data-id="https://www.globusmagazine.it/andrea-tidona-emozioni-forti-lo-spettacolo-la-cena-comiso/">Continua nella versione originale</a></p>



<p>Articolo a cura di Globus Magazine</p>
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		<title>Pirandello nel castello: nuova opera di Walter Manfrè a Comiso</title>
		<link>https://www.castelloaragonesecomiso.it/how-to-start-your-own-art-collection/</link>
		
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		<pubDate>Mon, 03 Jun 2019 11:37:08 +0000</pubDate>
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<p>Comiso &#8211; Vicinissimo il debutto, nel castello aragonese di Comiso, della Kermesse in quattro puntate che il regista Walter Manfrè vuole dedicare alla memoria di Luigi Pirandello e che ha per titolo “Pirandello nel Castello”. E’ l’ultima creazione del regista siciliano e si preannuncia, sviluppandosi in quattro puntate (Fantasmi, La gelosia, la Follia ed il Mito), ognuna con protagonista un prestigioso attore del teatro italiano, un’ occasione unica per vivere il più importante drammaturgo europeo del ‘900.</p>



<p>Primo interprete di prestigio sarà Giuseppe Pambieri che, dal 15 al 17 dicembre, Manfrè ha voluto quale guida nel mondo dei fantasmi. Pambieri è stato già interprete di tre spettacoli firmati Walter Manfrè: uno splendido “Edipo” di Sofocle al Teatro antico di Taormina, “Pseudolo” di Plauto, ed infine ha vestito i panni del rivoluzionario Manthonè degli anni successivi alla Rivoluzione francese.</p>



<p>Una lunga frequentazione,dunque, che promette di dare i suoi frutti anche nelle stanze del Castello Naselli di Comiso dove, nell’arco delle tre serate, troveranno posto solo 50 persone a sera. Con Pambieri saranno in scena anche gli allievi dell’ International Theatre Centre che cominciano a calcare le scene dell’arte teatrale.</p>



<p>La collocazione dentro il Castello Aragonese di Comiso, dove il regista messinese aveva già ambientato il suo “Teatro della Vergogna”, si presta ad accogliere ancora una volta un teatro fatto di tremiti, di memorie e di suspance.</p>
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		<title>COMISO AL TEMPO DEL CONTE BALDASSARE V NASELLI “La storica cartiera di Comiso”di Luigi Costanzo</title>
		<link>https://www.castelloaragonesecomiso.it/comiso-al-tempo-del-conte-baldassare-v-naselli-la-storica-cartiera-di-comisodi-luigi-costanzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Sep 2008 14:12:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come l’intuizione imprenditoriale di un singolo uomo può cambiare le sorti di tutto un territorio… Così è stato nel caso del Conte Baldassare V Naselli, indiscusso fautore di un lungo periodo di benessere socio-economico per Comiso e per il suo hinterland. Tutto ebbe inizio nel&#8230;]]></description>
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<p>Come l’intuizione imprenditoriale di un singolo uomo può cambiare le sorti di tutto un territorio… Così è stato nel caso del Conte Baldassare V Naselli, indiscusso fautore di un lungo periodo di benessere socio-economico per Comiso e per il suo hinterland. Tutto ebbe inizio nel 1733 con l’avvio dell’attività della storica cartiera il cui grande successo spinse tanti a creare nella zona altre redditizie attività imprenditoriali. Ripercorrere la nostra storia può essere utile anche per ritrovare coraggio ed energia, talvolta affievolitisi nel tempo… (G. Catanzaro e Z. Navarra)</p>



<p>Prima di parlare della “storica cartiera” (prima industria nata a Comiso), è bene fare conoscere al lettore una breve storia di alcuni personaggi del “Casato Naselli” tra conti, baroni e principi, che hanno retto le sorti della città per un lunghissimo periodo che va dal 1296 al 1799.</p>



<p>Tralasciamo le origini della dinastia Naselli, che ci porterebbero molto lontano e fuori tema.</p>



<p>Ci soffermeremo invece su quello che fu per Comiso un personaggio molto apprezzato, il conte barone Baldassare V, succeduto a Luigi II per investitura nel 1711.</p>



<p>Questo personaggio fu un ottimo politico, fu ambasciatore di CarloV, ricoprì cariche importantissime, fu uno dei fautori della pace tra Carlo V d’Austria e Filippo V di Spagna, regnanti questi, che si contendevano a suon d’armi il Regno di Napoli e Sicilia. Difatti, fu proprio Baldassare V che in occasione del Congresso di Cambray, riuscì con la sua abilità burocratica a mettere d’accordo i due regnanti il 30 Aprile 1725, ristabilendo la pace.</p>



<p>Oltre che essere un valido e apprezzato politico, fu un intraprendente industriale.</p>



<p>Il suo scopo era soprattutto quello di creare nella sua Comiso un certo benessere attraverso la creazione di industrie che avrebbero impiegato della mano d’opera ottenendo per contro dei prodotti da commerciare, (il che significava migliorare il benessere socio-economico dei cittadini).</p>



<p>A tale scopo, conoscendo bene il territorio, pensò di utilizzare le acque dell’Ippari, grosso torrente in contrada Giardinello.</p>



<p>Lì sorgeva da tempo un mulino la cui proprietà era del Monastero di Regina Coeli.</p>



<p>Ebbene, il conte provvide all’acquisto ed effettuò le necessarie modifiche ed ampliamenti utilizzando la direzione tecnica di un ingegnere genovese, certo Michelangelo Cannape, esperto di industrie della carta.</p>



<p>Così nacque la cartiera di Comiso che iniziò la produzione nel 1733.</p>



<p>Dopo i lavori di adattamento, furono utilizzate diverse categorie di artigiani tra i quali fabbri, falegnami, manovali del luogo e degli esperti cartai fatti venire dalla lontana Genova.</p>



<p>Il successo fu immediato e sorprendente, anche perché la cartiera di Comiso era l’unica esistente in Sicilia, quindi ebbe il monopolio di questo prodotto.</p>



<p>La carta prodotta era suddivisa in sette diversi tipi, dalla più ricercata alla più economica. Furono a tale scopo date delle denominazioni: “ il fioretto” – “la pagherò” – “la monaca” – “la reale” – “la cacciatore” – “la Comiso” – e la carta filigranata, dove si intravedeva lo stemma del casato dei Naselli. Inoltre fu creata una zona dell’opificio dove venivano prodotti cartonacci richiesti dal mercato.</p>



<p>La materia prima era costituita da stracci. A tale scopo, per assicurare l’approvvigionamento di tale materia prima, il capomastro responsabile fece emettere una circolare con cui si proibiva l’esportazione di stracci in tutta la Val di Noto per la durata di un anno ; tale circolare fu rifatta proibendo l’esportazione di tale materia prima, per la durata di dieci anni.</p>



<p>Lo stabilimento era diviso in tre piani.</p>



<p>Nella parte inferiore si trovavano le molazze, i magli multipli e le vasche da macero.</p>



<p>All’esterno una ruota idraulica, mossa dalle acque del torrente, generava l’energia meccanica necessaria al funzionamento del complesso.</p>



<p><a href="https://siciliaisoladaamare.wordpress.com/comiso-al-tempo-del-conte-baldassare-v-naselli-%E2%80%9Cla-storica-cartiera-di-comiso%E2%80%9Ddi-luigi-costanzo/">CONTINUA A LEGGERE L&#8217;ARTICOLO</a></p>



<p>Articolo A cura di GIUSEPPE CATANZARO e ZAIRA NAVARRA &#8211; The International Association of Lions Clubs &#8211; Distretto 108 YB Sicilia &#8211; Anno Sociale 2008-2009</p>
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