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	<title>Portfolio &#8211; Castello dei Naselli d&#039;Aragona</title>
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	<description>Dimora Storica - Centro Storico Comiso</description>
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	<title>Portfolio &#8211; Castello dei Naselli d&#039;Aragona</title>
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		<title>La Rosta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 09:08:21 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="8359" class="elementor elementor-8359" data-elementor-post-type="cpt_portfolio">
						<section class="elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-154b798 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default" data-id="154b798" data-element_type="section">
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<p>La Rosta (o lunetta) in ferro battuto che sovrasta il portone principale del Castello di Comiso è uno degli esempi più eleganti di auto-celebrazione nobiliare dell’Ottocento siciliano.<br />Non è solo un elemento decorativo architettonico destinato a proteggere e illuminare l&#8217;androne, ma funge da vero e proprio manifesto politico e nobiliare, un sigillo di proprietà e &#8220;biglietto da visita&#8221; monumentale.</p>

<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;Acronimo: LBNDVCCPA</h3>

<p>Al centro di questa intricata trama metallica spicca un acronimo che per anni ha incuriosito storici e visitatori. Una complessa sequenza di lettere, inserita nella raggiera metallica, che riassume i titoli di <strong>Luigi Burgio Naselli, </strong>ultimo del ramo principale dei Naselli vissuto a Comiso. Dalla fondazione di Aragona di Sicilia i Naselli lasciarono Comiso per sempre, nel XVIII° secolo acquistarono il palazzo di via dell’Alloro a Palermo e vi trasferirono definitivamente tutti i loro centri d’interesse, famiglia inclusa.</p>

<p>Verosimilmente la lettura, che tiene conto della successione dei titoli e dell&#8217;unione delle casate, è la seguente:</p>

<ul class="wp-block-list">
<li><strong>L</strong>: <strong>Luigi</strong> (Ludovicus)</li>

<li><strong>B</strong>: <strong>Burgio</strong></li>

<li><strong>N</strong>: <strong>Naselli</strong></li>

<li><strong>D</strong>: <strong>Dux</strong> (Duca)</li>

<li><strong>V</strong>: <strong>Villafiorita </strong>(titolo ducale pervenuto tramite i Burgio)</li>

<li><strong>C</strong>: <strong>Comes</strong> (Conte)</li>

<li><strong>C</strong>: <strong>Comisii</strong> (di Comiso)</li>

<li><strong>P</strong>: <strong>Princeps</strong> (Principe)</li>

<li><strong>A</strong>: <strong>Arigonae</strong> (d’Aragona)</li>
</ul>

<h3 class="wp-block-heading">Inquadramento Storico e Significato</h3>

<p>L&#8217;opera riflette la volontà di Luigi Burgio Naselli di ribadire la legittimità e il prestigio della sua stirpe.</p>

<ul class="wp-block-list">
<li><strong>L&#8217;Unione Burgio-Naselli</strong>: L&#8217;inserimento del cognome Burgio è fondamentale. Luigi non era solo l&#8217;erede dei Naselli (signori di Comiso dal 1453), ma attraverso la sua ascendenza portava in dote i titoli della famiglia Burgio, tra cui quello di Duca di Villafiorita.</li>

<li><strong>Il Richiamo agli Aragona</strong>: Il finale &#8220;PA&#8221; (Princeps Arigonae) ricorda il privilegio di fregiarsi del nome d&#8217;Aragona, concesso alla famiglia Naselli per i meriti e i legami con la casa reale spagnola, permettendo loro di inserire le &#8220;barre d&#8217;Aragona&#8221; nel proprio stemma. I Naselli sono principi di Aragona non per la parentela col casato regnante ma proprio perché ottennero la “<em>licentia populandi ac aedificandi</em><em>”</em> con tutti i connessi diritti feudali della cittadina, in provincia di Agrigento, che chiamarono Aragona.</li>
</ul>

<p>Considerando che il committente è <strong>Luigi V Burgio Naselli</strong>, la datazione della rosta può essere collocata con buona approssimazione nella <strong>seconda metà del XIX secolo</strong>, indicativamente tra il <strong>1863 e il 1882</strong>.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="768" height="1024" class="wp-image-8360" src="https://www.castelloaragonesecomiso.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-10-at-11.01.42.jpeg" alt="" srcset="https://www.castelloaragonesecomiso.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-10-at-11.01.42.jpeg 768w, https://www.castelloaragonesecomiso.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-10-at-11.01.42-225x300.jpeg 225w, https://www.castelloaragonesecomiso.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-10-at-11.01.42-370x493.jpeg 370w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>
</div>
<h3 class="wp-block-heading">Gli indizi della datazione</h3>

<p>Questa finestra temporale non è casuale, ma è dettata dalla biografia del personaggio e dalla storia della famiglia:</p>

<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Luigi V Burgio Naselli (1821–1889)</strong>: Figlio di Marianna Naselli e Nicolò Burgio, Luigi divenne l&#8217;erede principale della casata dopo che lo zio Baldassare VII Naselli, fratello della mamma Marianna e ultimo feudatario di Comiso, morì celibe nel <strong>1863</strong>. La rosta fu realizzata per celebrare proprio la sua persona e la fusione definitiva dei titoli delle due famiglie (Burgio e Naselli).</li>

<li><strong>1882</strong>: È l&#8217;anno in cui Luigi prese i voti diventando sacerdote. È ragionevole pensare che l&#8217;opera, che celebra titoli nobiliari e gloria &#8220;terrena&#8221;, sia stata commissionata e installata nel periodo della sua piena reggenza laica, prima della sua consacrazione definitiva alla vita religiosa.</li>
</ul>

<h3 class="wp-block-heading">Un Documento nel Ferro</h3>

<p>Ancora oggi, la rosta rappresenta una delle testimonianze più dirette della storia cittadina: un &#8220;testo&#8221; che ogni visitatore doveva leggere (o farsi spiegare) prima di varcare la soglia del castello.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="768" height="1024" class="wp-image-8363" src="https://www.castelloaragonesecomiso.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-10-at-11.01.41.jpeg" alt="" srcset="https://www.castelloaragonesecomiso.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-10-at-11.01.41.jpeg 768w, https://www.castelloaragonesecomiso.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-10-at-11.01.41-225x300.jpeg 225w, https://www.castelloaragonesecomiso.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-10-at-11.01.41-370x493.jpeg 370w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>
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		<title>Cava Porcaro</title>
		<link>https://www.castelloaragonesecomiso.it/portfolio/cava-porcaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2025 10:13:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Parco Archeologico Naturalistico di Cava Porcaro è sito nel meraviglioso scenario dei Monti Iblei, tra profondi avvallamenti e ripidi pendii. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Parco Archeologico Naturalistico di Cava Porcaro è sito nel meraviglioso scenario dei Monti Iblei, tra profondi avvallamenti e ripidi pendii. Il Parco della superficie di circa 27 ettari, è compreso tra i due Torrenti Cucca e Porcaro a un’altitudine tra i 300 e i 400 mt sul livello del mare. Per gli amanti della natura, il Parco di Cava Porcaro offre suggestivi spazi per godere del paesaggio: le Case Terranova, antico edificio in pietra interamente ristrutturato, Il teatro, una conca naturale che guarda verso Comiso e il mare, sede di spettacoli e concerti. L’area attrezzata offre la possibilità di trascorrere all’aria aperta momenti di svago, picnic e relax attorno a laghetti, prati e spazi ludici. Vi è anche un’aula verde dove seguire all’aperto lezioni di botanica e a corsi sull’ambiente e l’ecologia.<br />Oltre ad elementi di spiccato interesse naturalistico, il Parco di Cava Porcaro conserva preziosi rilevamenti archeologici tra cui le catacombe ipogeiche cristiane (IV SEC. d.C).<br />Sono presenti diverse specie botaniche tipiche degli Iblei. Tra gli alberi di carrubo si scorgono lembi di macchia con lentisco, anagiride, biancospino, terebinto, pero selvatico e palma nana. Ogni stagione offre scenari tipici: dalle splendide fioriture degli Iris, delle orchidee, degli anemoni alle numerose specie di piante officinali e alimentari. Molto diffusi sono il timo, da cui le api producono il famoso Miele Ibleo, l’elicriso, la valeriana rossa, la ruta.</p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chiesa di S. Leonardo</title>
		<link>https://www.castelloaragonesecomiso.it/portfolio/chiesa-di-s-leonardo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 10:25:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sorta al posto di un eremo del 1265. La chiesetta fu originariamente dedicata alla Madonna "Mater Puerum". E' ad una navata e con cinque altari.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sorta al posto di un eremo del 1265. La chiesetta fu originariamente dedicata alla Madonna &#8220;Mater Puerum&#8221;. E&#8217; ad una navata e con cinque altari. Il prospetto, di chiara intonazione locale, presenta un pregevole aspetto compositivo con i due pilastri esterni in funzione di contrafforti e intelaiati da una cornice con forte aggetto che determina la capanna del tetto. L&#8217;asse centrale della costruzione presenta una spartitura di spazio, graduata col suo robusto portale, d&#8217;intonazione tardo cinquecentesca, con la quadrangolare finestra centrale con l&#8217;esile campanile posto sulla vetta della facciata. </p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chiesa di S. Giuseppuzzu</title>
		<link>https://www.castelloaragonesecomiso.it/portfolio/chiesa-di-s-giuseppuzzu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 10:22:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Situata fuori le mura di cinta della città, è una piccola chiesetta sorta probabilmente nella seconda metà del 600 per soddisfare le esigenze del nuovo cartiere che lì vicino si andava estendendo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Situata fuori le mura di cinta della città, è una piccola chiesetta sorta probabilmente nella seconda metà del 600 per soddisfare le esigenze del nuovo cartiere che lì vicino si andava estendendo.</p>



<p>La facciata presenta semplici motivi architettonici &#8211; decorativi di notevole espressività. La costruzione della chiesa è da riferirsi probabilmente all&#8217;espansione della città lato Santa Croce; il borgo di Santa Croce dipendeva allora da Comiso e l&#8217;antica strada ipparina era in quel tempo molto frequentata dai cittadini e villici dei due centri abitati. Nelle vicinanze sorgevano le antiche botteghe di maniscalchi e l&#8217;abbeveratoio seicentesco di cui ancora si ha memoria.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ex Chiesa Madonna della catena</title>
		<link>https://www.castelloaragonesecomiso.it/portfolio/ex-chiesa-madonna-della-catena/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 10:17:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A Comiso nel quartiere dell'Immacolata, nell'attuale via Turati, intorno al 1604 venne edificata una chiesa dedicata a Maria SS. della Catena (forse sulle rovine di una chiesa costruita al tempo della dominazione normanna), a cui fu concesso il privilegio vescovile di portare in processione la statua della titolare.
Tuttavia da tempo la chiesa dedicata a S. Maria della Catena è chiusa al culto e viene utilizzata come deposito della Chiesa Madre.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il culto di Maria SS. della Catena si diffuse a seguito di un evento miracoloso accaduto a Palermo nel 1392.<br>Mentre tre uomini condannati a morte ingiustamente erano condotti verso le forche poste sopra la piazza della Marina si scatenò un uragano; il popolo fuggì e le guardie coi tre condannati si rifugiarono nella chiesetta chiamata Santa Maria del Porto, dove passarono la notte poiché la bufera non finiva.<br>Durante la notte i prigionieri, che erano stati incatenati, mentre le guardie dormivano, guardando l&#8217;immagine della Madonna la pregarono di liberarli.<br>La Madonna, esaudendo le loro preghiere, fece cadere le catene ed essi fuggirono.<br>A Comiso nel quartiere dell&#8217;Immacolata, nell&#8217;attuale via Turati, intorno al 1604 venne edificata una chiesa dedicata a Maria SS. della Catena (forse sulle rovine di una chiesa costruita al tempo della dominazione normanna), a cui fu concesso il privilegio vescovile di portare in processione la statua della titolare.<br>Tuttavia da tempo la chiesa dedicata a S. Maria della Catena è chiusa al culto e viene utilizzata come deposito della Chiesa Madre.<br>La Madonna della Catena veniva invocata per la liberazione dei prigionieri e degli schiavi ed in seguito per essere liberati (scazzarati) da affanni e dolori e durante il parto.</p>



<p>Fonte: Fucina Comiso</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chiesa della Vergine di Monserrato</title>
		<link>https://www.castelloaragonesecomiso.it/portfolio/chiesa-della-vergine-di-monserrato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 10:11:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La cinquecentesca chiesetta, di origine catalana, costruita dagli Spagnoli sulle prime alture degli Iblei nel corso del XVI secolo era la più grande chiesa di Comiso. A partire dal XIV secolo a Comiso ci fu una notevole immigrazione di Spagnoli della Catalogna che raddoppiarono o, addirittura, triplicarono la popolazione del paese.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La cinquecentesca chiesetta, di origine catalana, costruita dagli Spagnoli sulle prime alture degli Iblei nel corso del XVI secolo era la più grande chiesa di Comiso. A partire dal XIV secolo a Comiso ci fu una notevole immigrazione di Spagnoli della Catalogna che raddoppiarono o, addirittura, triplicarono la popolazione del paese. Furono gli stessi Spagnoli ad introdurre il culto &#8221; MARE DE DEU DE MONTSERRAT&#8221; , ossia della Madonna protettrice della Catalogna, sul cui altissimo monte (1200 mt) di Montserrat sorge il famoso e omonimo Monastero.<br>Nel 1643 un ordine reale, imponeva in tutto il Regno di Sicilia di solennizzare la &#8220;Domenica in Albis&#8221; con una festa dedicata alla Madonna più venerata in ogni paese e Comiso scelse di festeggiare la MADONNA DI MONSERRATO per impetrare la liberazione dell&#8217;isola dalle frequenti carestie e pestilenze. L&#8217;anno successivo si diede inizio ai grandi festeggiamenti : la Madonna di Monserrato, una bella statua lignea, protetta da un baldacchino di seta sorretto da 4 Angeli (secondo la descrizione dello Stanganelli) veniva trasferita 8gg. dopo la Pasqua nella Chiesa Madre per essere esposta alla venerazione dei fedeli per poi ritornare in sede la settimana successiva. Il simulacro era preceduto da tutto il clero del luogo, musici, cavalieri che sparavano a salve con i loro archibugi, vessilli, corporazioni di mestieri e congregazioni con le loro croci e stendardi. Alla schiera dei notabili seguiva una curiosa e partecipata processione di mietitori, con in mano una falce e un fascio di erba a volere simulare l&#8217;imminente mietitura, ad essi venivano offerti, durante il tragitto, pietanze popolari quali pasta, pane,vino &#8220;calia&#8221; (cecisecchi abbrustoliti) o &#8220;cancieddi&#8221; (corbe ) di maccheroni al sugo e ricotta trasportati da &#8220;i muli della cuccagna&#8221;. La chiesetta era stata chiusa quasi 40anni fa ed è&#8217; stata restituita alla città nel 2010 con una solenne cerimonia presieduta dal Vescovo Monsignor Paolo Urso. Da quest&#8217;altura è possibile ammirare uno stupendo panorama della città.</p>



<p></p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chiesa San Giuseppe</title>
		<link>https://www.castelloaragonesecomiso.it/portfolio/chiesa-san-giuseppe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 09:59:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Costruita nel 1597 come cappella privata della nobile famiglia Occhipinti, gravemente danneggiata dal terremoto del 1693, fu ampliata nella prima metà del XVIII secolo fino a mostrare l’aspetto attuale.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Costruita nel 1597 come cappella privata della nobile famiglia Occhipinti, gravemente danneggiata dal terremoto del 1693, fu ampliata nella prima metà del XVIII secolo fino a mostrare l’aspetto attuale. La chiesa è ad una navata con sette altari ed una cripta sotterranea, che un tempo la collegava al Palazzo Occhipinti. Il palazzo, costruito durante il XVIII secolo, attribuito all’architetto netino R. Gagliardi, presenta una volumetria tipica dello stile Tardo Barocco del Val di Noto.</p>



<p></p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chiesa Maria Santissima delle Grazie</title>
		<link>https://www.castelloaragonesecomiso.it/portfolio/chiesa-maria-santissima-delle-grazie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 09:57:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nata con l'avvenuta fondazione del nuovo quartiere, fu danneggiata nel terremoto del 1693 e completamente restaurata nel 1774.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nata con l&#8217;avvenuta fondazione del nuovo quartiere, fu danneggiata nel terremoto del 1693 e completamente restaurata nel 1774.</p>



<p>Nel 1970 è stata ulteriormente restaurata e ristrutturata profondamente. La facciata è rimasta pressochè la stessa mentre sono state ricostruite, con ingiustificate varianti, le ali laterali, perdendosi così definitivamente l&#8217;originaria, suggestiva bellezza strutturale e architettonica.</p>



<p>Originariamente la chiesa ad una sola navata, disponeva di 5 altari. La facciata, edificata in pietra locale, è di notevole interesse, perchè presenta spunti architettonici di scuola locale.</p>



<p>Sul prospetto, fino a qualche decennio fa, era posto l&#8217;antico orologio del 1500 ivi trasferito allorchè nel 1981 sulla torre della Chiesa Madre se ne collocò uno più moderno. Nell&#8217;interno si trova una tela del XVIII°secolo raffigurante la Madonna delle Grazie e San Giuseppe</p>



<p></p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ex Chiesa dell&#8217;Itria</title>
		<link>https://www.castelloaragonesecomiso.it/portfolio/ex-chiesa-dellitria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 09:44:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L'attuale chiesetta urbana di quartiere fu fatta edificare nel 1574 ad opera di una congregazione facente capo alla chiesa della SS. Annunziata; è ad una sola navata e con un unico altare.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;attuale chiesetta urbana di quartiere fu fatta edificare nel 1574 ad opera di una congregazione facente capo alla chiesa della SS. Annunziata; è ad una sola navata e con un unico altare.</p>



<p>Questa modesta chiesetta, ricca, però, di espressività popolare, fu costruita sui resti di una più antica chiesetta di rito greco la cui fondazione risaliva al 12 aprile 1374.</p>



<p>Il prospetto, seppure di modesta fattura, si evidenzia per quel piccolo campanile a guglie di schietto timbro paesano, opera di maestranze locali.</p>



<p>Chiusa al culto nell&#8217; ultimo dopoguerra è stata adattata a circolo ricreativo del gioventù cattolica che fa capo alla Basilica della SS. Annunziata.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Castello Aragonese</title>
		<link>https://www.castelloaragonesecomiso.it/portfolio/castello-aragonese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2025 16:19:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Già alcuni documenti del XIII — XIV sec.[1] si parla del castello di Comiso, e si descrive come “...feudum Comisi cum aliis fortiliciis et edificis ...”, quindi già prima della fine del Trecento Comiso era cinta di solide mura per tutto il perimetro, e aveva torri e castello con antistante fossato]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Castello Medioevale</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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