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	<title>Luoghi d&#8217;Interesse &#8211; Castello dei Naselli d&#039;Aragona</title>
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	<description>Dimora Storica - Centro Storico Comiso</description>
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	<title>Luoghi d&#8217;Interesse &#8211; Castello dei Naselli d&#039;Aragona</title>
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		<title>Cava Porcaro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2025 10:13:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Parco Archeologico Naturalistico di Cava Porcaro è sito nel meraviglioso scenario dei Monti Iblei, tra profondi avvallamenti e ripidi pendii. ]]></description>
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<p>Il Parco Archeologico Naturalistico di Cava Porcaro è sito nel meraviglioso scenario dei Monti Iblei, tra profondi avvallamenti e ripidi pendii. Il Parco della superficie di circa 27 ettari, è compreso tra i due Torrenti Cucca e Porcaro a un’altitudine tra i 300 e i 400 mt sul livello del mare. Per gli amanti della natura, il Parco di Cava Porcaro offre suggestivi spazi per godere del paesaggio: le Case Terranova, antico edificio in pietra interamente ristrutturato, Il teatro, una conca naturale che guarda verso Comiso e il mare, sede di spettacoli e concerti. L’area attrezzata offre la possibilità di trascorrere all’aria aperta momenti di svago, picnic e relax attorno a laghetti, prati e spazi ludici. Vi è anche un’aula verde dove seguire all’aperto lezioni di botanica e a corsi sull’ambiente e l’ecologia.<br>Oltre ad elementi di spiccato interesse naturalistico, il Parco di Cava Porcaro conserva preziosi rilevamenti archeologici tra cui le catacombe ipogeiche cristiane (IV SEC. d.C).<br>Sono presenti diverse specie botaniche tipiche degli Iblei. Tra gli alberi di carrubo si scorgono lembi di macchia con lentisco, anagiride, biancospino, terebinto, pero selvatico e palma nana. Ogni stagione offre scenari tipici: dalle splendide fioriture degli Iris, delle orchidee, degli anemoni alle numerose specie di piante officinali e alimentari. Molto diffusi sono il timo, da cui le api producono il famoso Miele Ibleo, l’elicriso, la valeriana rossa, la ruta.</p>



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		<title>Monumento a Baldassare V Naselli</title>
		<link>https://www.castelloaragonesecomiso.it/portfolio/monumento-a-baldassare-v-naselli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jun 2021 08:11:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Chiesa Madre]]></description>
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<p>in aggiornamento&#8230;</p>
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		<title>Pagoda della Pace</title>
		<link>https://www.castelloaragonesecomiso.it/portfolio/pagoda-della-pace/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jun 2021 08:10:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Pagoda di Comiso, simbolo per la pace, è stata consacrata il 7 luglio 1997, dopo tanti anni di lavoro da parte del monaco giapponese Morishita. Essa si colloca davanti alla piana di Comiso e davanti alla ex base missilistica di Comiso,su di una collina.
La Pagoda è alta 16 metri con un diametro di 15.
La Pagoda della Pace di Comiso è stata inaugurata il 24 Maggio1998.]]></description>
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<p>La Pagoda di Comiso, simbolo per la pace, è stata consacrata il 7 luglio 1997, dopo tanti anni di lavoro da parte del monaco giapponese Morishita. Essa si colloca davanti alla piana di Comiso e davanti alla ex base missilistica di Comiso,su di una collina.<br>La Pagoda è alta 16 metri con un diametro di 15.<br>La Pagoda della Pace di Comiso è stata inaugurata il 24 Maggio1998.</p>



<p>La storia della Pagoda della Pace di Comiso inizia nei primi anni Ottanta, in piena Guerra Fredda, quando viene approvata la decisione della Nato di collocare 112 missili nucleari di media gittata, i Cruise, nell’aeroporto di Comiso, creando così la più importante base militare del sud Europa. A seguito di questo evento iniziano grandi proteste che raggiungono le più importanti piazze italiane. A Comiso giungono pacifisti provenienti da tutto il mondo. Tra loro c&#8217;è anche Gyosho Morishita, un ex direttore di banca ormai monaco buddista. Fu egli a voler edificare in quel luogo, proprio davanti all’aeroporto, anche dopo la fine della Guerra Fredda e lo smantellamento della base, l’ottantesima “Pagoda della pace” nel mondo.</p>



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		<title>Antica Cartiera</title>
		<link>https://www.castelloaragonesecomiso.it/portfolio/antica-cartiera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jun 2021 08:10:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Cartiera di Comiso iniziò la sua attività nel 1733, su idea del conte Baldassare V Naselli che nel 1723 prese possesso di un mulino già esistente e iniziò i lavori di trasformazione. Il conte, conoscendo bene il territorio, pensò di utilizzare le acque dell’Ippari, un grosso torrente in contrada Giardinello. ]]></description>
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<p>Per conoscere da vicino quella che viene identificata come la prima industria della Sicilia. La Cartiera di Comiso iniziò la sua attività nel 1733, su idea del conte Baldassare V Naselli che nel 1723 prese possesso di un mulino già esistente e iniziò i lavori di trasformazione. Il conte, conoscendo bene il territorio, pensò di utilizzare le acque dell’Ippari, un grosso torrente in contrada Giardinello. Lì sorgeva già un mulino, di proprietà del Monastero di Regina Coeli. Naselli provvide all’acquisto e alle modifiche necessarie, con la direzione tecnica di un ingegnere genovese. La Cartiera impiegava diverse categorie di artigiani: fabbri, falegnami, manovali del luogo e esperti cartai genovesi. La Cartiera di Comiso era l’unica della Sicilia, quindi aveva il monopolio. Realizzava sette diversi tipi di carta, dalla più ricercata alla più economica. Venivano anche prodotto cartonacci richiesti dal mercato.<br>Lo stabilimento era diviso in tre piani. Nella parte inferiore c’erano le molazze, i magli multipli e le vasche da macero. All’esterno vi era una ruota idraulica, mossa dalle acque, che generava l’energia meccanica necessaria al funzionamento del complesso. Al secondo piano c’era la zona in cui arrivava la materia prima, cioè gli stracci. Sullo stesso piano c’erano anche le officine del fabbri e del falegname. Gli stracci venivano selezionati, portati al torrente e immersi in acqua corrente. Poi si mettevano nelle vasche di macerazione, quindi nelle molazze. Si otteneva così una poltiglia, che si immergevano in apposite forme. In ultimo si facevano asciugare.</p>



<p>L’attività di questa prima industria della Sicilia diede l’impulso per farne sorgere altre. Nacquero a Comiso l’industria del sapone duro, delle stoviglie di cera, dei cordami e molte altre. Baldassare V morì nel 1753, ma la cartiera continuò a produrre con successo fino alla metà dell’Ottocento. Un incendio distrusse alcune parti nel 1816, ma riprese la produzione. Purtroppo nel 1844 un altro incendio la distrusse. L’attività venne abbandonata. Dopo cento anni i fratelli Farruggio, acquistati i resti della struttura, la rimisero a posto, acquistarono nuove macchine e avviarono la produzione di carta paglia per circa venti anni. Fu dismessa definitivamente agli inizi degli anni Novanta.</p>
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		<title>Piazza Fonte Diana</title>
		<link>https://www.castelloaragonesecomiso.it/portfolio/piazza-fonte-diana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Nov 2019 09:59:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da sempre punto d’incontro della vita cittadina, è contraddistinta dalla statua della Dea Diana che sovrasta la fonte.]]></description>
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<p>Da sempre punto d’incontro della vita cittadina, è contraddistinta dalla statua della Dea Diana che sovrasta la fonte. La statua, divenuta nel tempo simbolo della città, è opera di Domenico Umberto Diano (1937). Tra le numerose leggende che si raccontano sulla fonte Diana c’è quella di Remmio Fanno, poeta latino, che nei suoi versi raccontava di questa acqua che se attinta da fanciulle impure non si sarebbero mescolate al vino. Sulla piazza, ripavimentata con le basole originarie in pietra di Comiso, si affacciano il palazzo comunale (1887), il palazzo del Banco di Sicilia (1931-32), Iacono (1894), Leopardi Romano (1915), l’ex &#8220;Albergo Moderno” (sec. XIX) ed il palazzo Iacono-Ciarcià (sec. XVIII), caratterizzato da un leggero porticato scandito da colonne ioniche.</p>



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		<title>Terme romane “Dianae Fons”</title>
		<link>https://www.castelloaragonesecomiso.it/portfolio/terme-romane-dianae-fons/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jun 2019 10:20:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scoperte durante i lavori di costruzione del Palazzo Municipale, furono studiate nel 1935 dagli archeologi E. Arias e B. Pace e portate alla luce nel 1989.]]></description>
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<p>Scoperte durante i lavori di costruzione del Palazzo Municipale, furono studiate nel 1935 dagli archeologi E. Arias e B. Pace e portate alla luce nel 1989. Alimentate un tempo dalle acque della Fonte Diana, hanno origine in epoca romana (sec. II-III d.C.) ed utilizzate fino al periodo bizantino (sec. IV-V d.C.). Della struttura termale sono visibili il tepidarium, un ambiente a temperatura media che serviva ad adattare la temperatura corporea agli ambienti più caldi del calidarium ed il ninfeo per i bagni freddi. Qui un pavimento a mosaico raffigura scene marine con singolari ambientazioni topografiche e mitologiche, riferite alle acque della Fonte Diana e del fiume Ippari.</p>



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		<title>Piazza delle Erbe e Mercato Vecchio</title>
		<link>https://www.castelloaragonesecomiso.it/portfolio/piazza-delle-erbe-e-mercato-vecchio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2019 11:03:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un tempo Orto Botanico della città, poi luogo di mercato delle verdure, oggi centro vitale della cittadina, è dominata in alto dalla Chiesa Madre, aperta su via Papa Giovanni XXIII e delimitata da un lato dal Mercato Vecchio.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un tempo Orto Botanico della città, poi luogo di mercato delle verdure, oggi centro vitale della cittadina, è dominata in alto dalla Chiesa Madre, aperta su via Papa Giovanni XXIII e delimitata da un lato dal Mercato Vecchio. </p>



<p>Il <strong>Mercato</strong>, costruito nel 1867 su progetto dell’arch. Fianchini, costituì fino alla meta del ‘900 il mercato cittadino per la vendita del pesce e della carne. L’edificio, caratterizzato da eleganti loggiati esterni ed interni ed abbellito all&#8217;interno da una fontana, oggi ospita la sede della Fondazione Gesualdo Bufalino.</p>
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